mercoledì 25 gennaio 2012

Le sfinci (o spinci) di casa mia


   Sono ormai tredici anni che vivo a Bologna, lontano dagli affetti più grandi, a ben mille e trecentotredici km di distanza, come recitavano i biglietti di quei treni della speranza che un tempo (e ahimè non più) univano tuta l'Italia. Adesso per tornare in Sicilia devo obbligatoriamente prendere l'aereo, un mezzo di trasporto che non mi piace, non capisco e mi terrorizza: non mi piace perché non ho il tempo di metabolizzare il cambiamento; non capisco perché non sono un uccello e l'aria, normalmente, non mi sposta; infine mi terrorizza... e su questo stendo un velo pietoso... vi basti pensare che l'ultima volta che l'ho preso ho piagnucolato per tutta la durata del volo Bologna-Catania.
  Ogni tanto mi piglia la nostalgia di casa, in particolar modo delle domeniche mattina in cucina, a contendersi il ruolo di chef con il papà. Perché è il papà da me che ha la passione per il cibo. Lui passerebbe le ore a  preparare manicaretti al contrario della mamma. Non che lei non sia una brava cuoca...solo non le piace cucinare: proprio non tollera il fatto di stare appresso ai fornelli tanto tempo per poi finire un piatto nel giro di qualche minuto!!!
Quando la mamma cucina prepara delle cose deliziose: i suoi prodotti lievitati, poi, sono insuperabili! Fin da quando ero bambina erano le cose che mi piacevano di più: le sue pizze, le 'mbriulate e... le sue sfinci!!!
 quand'ero piccina e arrivavo appena ai fornelli con questi dolcetti morbidi di pasta lievitata andavo in visibilio! mi piaceva vedere queste piccole palluzze che immerse nell'olio bollente si gonfiavano a dismisura! poi un tuffo nello zucchero e subito in bocca, giusto in tempo per scottarsi tutte le papille gustative!!! 
Adesso le sfinci me le preparo da me e ogni volta che li faccio è un ritorno al passato, al calore di casa, agli abbracci e ai sorrisi di un tempo che non c'è più.
Certo non saranno mai buoni come quelli che prepara la mia mamma, ma quando ho bisogno di una coccola posso scegliere se fare un salto in aeroporto mollando tutto o cucinare le cose che fanno casa... finora ho scelto sempre quest'ultima opzione ma chissà...
   Queste spugnose sfere irregolari vengono mangiate in tutta la Sicilia ma cambiano nome di città in città: l'etimologia è la stessa ma allo stesso tempo incerta: si fa risalire infatti sia al latino spongia e al greco  sponghìa spugna, ma più verosimilmente deriva dall'arabo isfang "frittella di pasta dolce". Certo è che si tratta di un dolce povero di antiche origini considerato che troviamo gli sfingiari, i venditori di sfinci, già nel 1300.
   Da città in città cambia anche il periodo in cui vengono consumate nonché ricetta e eventuale farcitura: a Palermo, ad esempio, si mangiano a S. Giuseppe e sono più simili a bignè fritti poiché all'interno risultano quasi vuote e vengono successivamente riempite di crema di ricotta.
A casa mia gli sfinci si gustano in purezza e vengono consumati da Natale a Carnevale.  Quella che vi presento è quindi la ricetta di famiglia alla quale sono davvero affezionata! e non ditemi che non vi voglio bene!


Ingredienti per riempire la pancia di 6 persone almeno:
250 gr di farina 00
250 gr di farina di semola di grano duro
mezzo cubetto di lievito di birra (12,5 gr)
150 gr di acqua
150 gr di latte
2 tuorli
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio abbondante di strutto
un pizzico di sale
scorza grattugiata di un'arancia e un limone

In una ciotola versate le due farine. Sciogliete il lievito in un po' d'acqua a temperatura ambiente e versate nella ciotola. Mescolate e aggiungete l'acqua e il latte. Una volta che il composto è ben amalgamato aggiungete il primo tuorlo con lo zucchero, il secondo tuorlo con il sale. Infine aggiungete lo strutto con la scorza d'arancia e limone. Dobbiamo ottenere un composto morbido: se risultasse troppo denso aggiungiamo un po' d'acqua. Coprite la ciotola con pellicola o con un sacchetto e lasciate lievitare al calduccio fino al raddoppio (ci vorrà un'ora-un'ora e mezza a seconda della temperatura esterna).
Infine mettiamo a scaldare dell'olio per frittura e con un cucchiaio preleviamo l'impasto e versiamo nella pentola. Giriamo i nostri sfinci con una schiumarola in modo che possano dorarsi da entrambi i lati. 
Dopo un paio di minuti di cottura scoliamo le sfinci e adagiamole su un piatto coperto da dei tovaglioli per assorbire l'eventuale unto in eccesso. 
Passiamo nello zucchero e mangiamo le sfinci calde calde!!

Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food del Molino Chiavazza

17 commenti:

  1. Ecco, gli arabi c'entrano pure qui :-) sono buonissimi, li conosco!!!
    Ed ora che mi ci fai pensare prima o poi devo postare la versione che ne fanno in Arabia.
    Quanto alla paura di volare, non dirmelo: sono terrorizzata ogni volta, e si che aerei ne prendo parecchi. Ma come osservi giustamente, non sono un uccello!!! :-)

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    1. non vedo l'ora di conoscere la versione araba!!!

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  2. Nella tua cucina riesci a ricreare la stessa atmosfera della tua casetta natia...certo la mamma non è lì,ma è sicuramente orgogliosa di averti insegnato queste delizie!!Un bocconcino davvero prelibato,brava Shade!Un bacio cara da un'altra fifona!!

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    1. mi sa che siamo in tante a non amare l'aereo... grazie per essere venuta a trovarmi tesoro!

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  3. buoni!!! uno a me!!!

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  4. Ciao Stefania, piacere di conoscerti! :)
    Mi piacciono molto le "storie gastronomiche" legate alla famiglia e adoro i tuoi sfinci!
    Buona giornata!
    A presto

    ....p.s. ti seguo colentieri anche io!

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  5. Prendere l'aereo e stare tranquilli?? Credi sia possibile??
    ..più "divento grande" e più.. ho paura!!!
    Che splendida ricetta!!! Mi piacerebbe assaggiarli!!!!!
    Un bacio enorme!!!!!

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  6. Sono bellissime! I miei complimenti... davvero.

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  7. Ciao, ma che bel posticino accogliente qui ^_^
    Non conoscevo la tua cucina virtuale dalle origini condivise, sicula (io) di nascita e per scelta di vita! Adoro le sfince, essì le tue stesse solo che nella parte occidentale tendiamo a dare a tutto un nome che volge al femminile!
    A prestissimo,
    Tiziana

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  8. corro a prepararle...a me nn riescono mai:((

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  9. Ciao Stefania, ti conosco da pochissimo(tramite il blog di Arabafelice)ma ti sento già vicina! Anch'io sicilianissima ma piemontese di adozione e.... quando ho voglia di Sicilia.... cucino! Un abbraccio :)) Lucia (Ludi quando scrivevo nei forum di cucina)

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  10. Ciao! Le ho fatte anch'io per la prima volta qualche giorno fa, con una ricetta diversa ma sempre spince siciliane erano! Grazie per la visita, anche a me fa piacere fermarmi da te. A presto ^_^

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