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martedì 16 giugno 2015

Crescentine e tenerezze!

Felice. Un po' assonnata, sebbene la serata pirottina non sia finita tardissimo. E soddisfatta! Grazie ai Signori Leonidi ho finalmente imparato a preparare le crescentine! ve lo dico, sono sempre state uno dei miei crucci. E ho capito dove sbagliavo!!!

E ora siete tutti invitati, a turno, visto le dimensioni della mia casuccia, a mangiare crescentine come se non ci fosse un domani. Più o meno come abbiamo fatto ieri a casa di Giulia dove abbiamo impastato almeno 10 kg di farina!

Doveroso ringraziare oltre i Signori Leonidi, Luisa che mi ha aiutato a stendere la sfoglia, la meravigliosa Giulia che ci ha ospitato, lo chef Marco Montanari che ci ha supportato nella preparazione e fritto crescentine all'infinito insieme ai signori Leonidi, Federica Frattini che ci ha deliziato e inebriato con i suoi fiori di zucca e zucchine in pastella e ovviamente Benedetta, mente incredibile del Club des Pirottines,  scuola di cucina "anarchica e partecipativa" che a dicembre compirà quattro anni: praticamente ha la stessa età della creatura (il Lorenzinsonne)!
La compagnia, come sempre era stupenda: risate, farina, chiacchiere e ci vediamo presto!
Ma bando alle ciance, questa è la ricetta che i meravigliosi coniugi Leonidi ci hanno donato!

ingredienti per circa 40 crescentine:

  • 500 g di farina 0 (io ho utilizzato con ottimi risultati una farina 1)
  • 250 ml di latte
  • 25 ml di olio di vinaccioli
  • una bustina di lievito istantaneo per pane e pizza
  • 10 g di sale
inoltre
  • abbondante olio per friggere
attrezzi:
  • una ciotola grande
  • una nonna papera (la macchina per tirare la sfoglia)
  • carta tipo scottex
  • una pentola grande
  • una schiumarola

Procedimento:
in una capiente ciotola mettiamo la farina (teniamone da parte un paio di cucchiai), aggiungiamo mescolando, tutti gli ingredienti. Impastiamo energicamente ("più impastiamo, meglio è") fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Aggiungiamo poca farina, se occorre.
Copriamo e lasciamo riposare una decina di minuti coperto da un canovaccio. Dividiamo l'impasto in quattro pezzi. Tiriamo ogni pezzo con la macchina sfogliatrice per nove volte. Mi raccomando, che siano nove, sempre alla stessa tacca, quella più larga (nella mia, la 6). Poggiamo  Tagliamo la sfoglia in circa dieci pezzi e friggiamo in abbondante olio bollente, rigirandole di tanto in tanto finché non saranno ben dorate.

Serviamo con tutto quello che la fantasia vi suggerisce!
Che bella serata! davvero! tutti molto felici :D

lunedì 11 maggio 2015

I twist di Ivo Corsini



Che io abbia una passione per i lievitati è risaputa; potete immaginare la mia gioia nel poter frequentare quattro giorni di corso residenziale sulla panificazione tenuti dal grande Ivo Corsini. 
Non è stata una passeggiata stare lontano dalla creatura che di certo ha accusato il colpo, considerato come è nervoso in questi giorni. Non è facile essere una mamma "moderna" e districarsi tra scuola, tirocinio (ho cominciato anche quello!), lavoro, vita sociale, famiglia, diventa sempre più problematico. Ma sono felice. Amo fare quello che faccio e so che posso apparire egoista ma credo che sia giusto che si continuino a coltivare le proprie passioni, anche rubando delle ore ai propri affetti. Non so se sarei la stessa mamma solare e instancabile se non facessi quello che faccio e so bene che reprimersi non porta mai a niente di buono.
Lorenzo capirà. E intanto speriamo che tutto questo smazzo serva a qualcosa, prima o poi!
Ivo Corsini
Ma bando alle ciance! questa è una delle tantissime ricette del Maestro Corsini del Forno Corsini di Porretta Terme (Bo). Un uomo meraviglioso. Incredibile e sapiente maestro che ci ha allietato con una serie di ricette, trucchi e consigli per dei prodotti da forno da urlo! grande Ivo!
Sono dei grissini sfogliati e arrotolati, qui in versione base, ma si possono aromatizzare in diverso modo aggiungendo all'impasto 90 g di Parmigiano Reggiano DOP grattugiato ed un pizzico di pepe oppure con varie spezie (Curry, finocchio,  paprika a piacere) o con olive sminuzzate o funghi saltati con burro.
Ecco la ricetta:
GRISSINI SFOGLIATI (TWIST)
  • 600 g di farina debole (W240)
  • 400 g di farina forte (W380)
  • 500 g di acqua (50%)
  • 40 g di lievito (4%)
  • 50 g  di burro (5%)
  • 20 g di sale (2%)
  • 1 uovo
  • 400 g di burro piatto per sfogliare
Il mio compagno di corso Bernat che mi fa da modello
L'impasto necessita di due giorni di preparazione considerati i riposi.
Primo giorno, pomeriggio:
impastiamo con la planetaria la farina con il lievito e l’acqua fino a quando non è tutto omogeneo. Aggiungiamo lo zucchero, l'uovo e il sale e impastiamo per almeno 5 minuti. Incorporiamo i 50 g di burro (dev'essere non troppo morbido) e impastiamo per 15 minuti. Finito di impastare, stendiamo con il mattarello e diamo alla massa una forma rettangolare. Poggiamolo su una leccarda, copriamo con la pellicola trasparente e mettiamo in frigorifero.
Secondo giorno, mattino:
tiriamo fuori l'impasto dal frigo, lasciamolo fuori per una mezz'ora prima di lavorarlo. A questo punto stendiamo l'impasto, mantenendo la forma rettangolare (deve essere grande il doppio rispetto al nostro burro piatto), fino a raggiungere  uno spessore di circa 1cm. Tiriamo fuori il burro dal frigo e con il mattarello stendiamolo in modo che abbia lo stesso spessore (io lo metto tra due fogli di carta forno per stenderlo). Sovrapponiamo il burro all'impasto nella parte centrale e chiudiamolo dentro l'impasto sollevando i lembi rimasti senza il burro.
Facciamo le piegature a tre (dette anche a portafoglio, vedi qui) per tre volte. Ogni volta facciamo un riposo in frigo di mezz'ora prima di ripetere la sfogliatura. Se abbiamo fretta, possiamo fare due giri con le pieghe a 4. Ci risparmiamo così un riposo e il risultato finale rimane invariato. Finito il terzo giro, mettiamo in frigo fino a quando la sfoglia non raggiunga al cuore  la temperatura di 14°C al cuore. Tiriamo fuori dal frigo e stendiamo con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di circa 4 mm (Ivo li faceva di due-tre mm! io senza la sfogliatrice non riesco :D). Tagliamo delle strisce larghe 1cm e mezzo) e le arrotoliamo partendo dal centro e roteando contemporaneamente sia verso destra che verso sinistra procedendo verso l’esterno come da foto.

Li disponiamo man mano sulle teglie rivestite di carta da forno e facciamo lievitare per un'ora a temperatura ambiente. Inforniamo a 210°C per 20 minuti. Sforniamo e serviamo!

















venerdì 27 febbraio 2015

La pizza come Matteo Aloe del Berberé insegna

Finalmente ce l'ho fatta! ho partecipato ad un evento Pirottino! 
Che cos'è un evento pirottino? ma davvero non lo sapete? ebbene, un po' di anni fa la giornalista Benedetta Cucci ha pensato di fondare una "scuola" di cucina partecipativa e gratuita. Una volta al mese si va da qualcuno, si invita un cuoco che ha voglia di insegnare il suo sapere, si crea un evento su facebook e i primi tot fortunati  avranno l'opportunità di partecipare al corso di cucina. Ah, gratuitamente. Non è meraviglioso?
Benedetta 
Il doveroso ringraziamento va intanto a Simone Dal Fiume che (incoscientemente?) ha ospitato uno squadrone di persone curiose e ovviamente a Benedetta che ha reso possibile questi meravigliosi momenti di insegnamento, socialità e risate.
Simone Dal Fiume
Sono arrivata all'appuntamento e sono stata felice di rivedere alcune delle mie foodblogger preferite, come Mary Lou (Polvere di Peperoncino) e di conoscere tanta gente nuova e appassionata di cucina come me. Il maestro Matteo Aloe (Berberè) è arrivato scortato da tantissima ottima birra e da Gianfranco Sansolino di BrewLab, con le birre delle birrerie Green River (Via Petroni 3/a) e Harvest Pub (via Montello 4/A).
Gianfranco Sansovino e Matteo Aloe
Mentre eravamo impegnate a lavorare "duramente" per ottenere una pizza degna di questo nome, abbiamo degustato delle ottime birre:
Bender Ale
a me è piaciuta particolarmente la Bender Ale, una birra american Wheat con grano maltato come l'orzo che omaggia Bender, il robot di Futurama.

Dal sapore più deciso la Space Man prodotta con tre varietà di luppoli.
Poiché la pizza necessita di tempo, Matteo ci ha fatto preparare gli impasti a casa, dandoci la ricetta giorni prima. E' stato interessante vedere come gli impasti fossero tanto diversi! le farine fanno davvero la differenza! Inoltre, la quantità d'acqua varia in base alla capacità di assorbimento della farina stessa. Spesso potrebbe occorrerne più o meno di quella preventivata dalla ricetta.
Con i nostri impasti già pronti, abbiamo condito e infornato. Nel frattempo il nostro maestro Matteo Aloe ci ha dispensato utilissimi consigli su come fare una buona pizza. Eccone alcuni:
-una buona farina, di tipo uno o a salire, di tipo due o addirittura integrale. Le farine 00 lasciamole per i dolci (e evitiamole, laddove possibile).
quale pizza è pronta da infornare?
-infornare in forno caldissimo per i primi minuti direttamente sulla parte bassa del forno, così che la pizza possa avere la spinta per crescere. Questa operazione non è semplicissima, nel senso che bisogna conoscere il proprio forno di casa. Basta un minuto in più per bruciarla irreparabilmente. Provate!
Matteo e Francesca (che mi ha riportato a Bologna finita la serata, grazie!)
-Se cuociamo una pizza rossa, prima mettiamo esclusivamente la salsa (pelati freschi, schiacciati con le mani o con i rebbi della forchetta, non salsa cotta); se invece vogliamo preparare una pizza bianca, solo la mozzarella.
- i condimenti vanno messi tutti dopo la cottura, ad eccezione dei formaggi da far filare come la mozzarella fiordilatte. Questi ultimi li mettiamo dopo la prima cottura sulla placca (dopo i primi minuti, cinque nel mio forno, ma ogni forno è a sé): tiriamo fuori dal forno, aggiungiamo i formaggi e inforniamo nuovamente nella parte in mezzo del forno.
Prima di darvi la ricetta, bisogna che ringrazi Carmen che ha diligentemente scritto tutto e passato gli appunti!
Carmen di Le Temps des Cerises

 Ed ecco la ricetta:
Ingredienti per due pizze:

  • 500 g di farina 1 (possibilmente di un mulino che conoscete di persona!)
  • 1 g di lievito di birra disidratato (io però ho usato 3 grammi e mezzo del classico cubetto)
  • 370 g di acqua
  • 10 g di sale
Condimento:
  • 350 ml di pelati schiacciati
  • 200 g di mozzarella fiordilatte
  • 200 g di scamorza
  • un paio di cucchiai di 'nduja di Spilinga
  • rucola
  • olive nere sicule


Versiamo in una ciotola farina e lievito, poi aggiungiamo l'acqua a temperatura ambiente e impastiamo aggiungendo il sale disciolto in poca acqua e lavoriamo con forza, fino a che l'impasto non sarà elastico.

Poi formiamo una palla e mettiamo in un contenitore oliato, copriamo con pellicola e mettiamo in frigo per 24 ore. Prepariamo quindi l'impasto per la pizza che mangeremo per la sera successiva.
Il giorno dopo tiriamo fuori l'impasto dal frigo e attendiamo che prenda una temperatura vicina a quella ambiente (circa un'ora). Dividiamo l'impasto per due teglie da circa 34 cm e stendiamo l'impasto in una teglia oliata. Questa operazione richiede delicatezza, per evitare che sgonfiamo troppo l'impasto. Aggiungiamo il pomodoro e stendiamolo sulla pizza.  

Lasciamo lievitare ancora per circa mezz'ora. Inforniamo a forno caldissimo, statico, nella placca in basso del forno. Dopo cinque minuti aggiungiamo il formaggio e inforniamo nuovamente per alcuni minuti. Una volta sfornata completiamo con rucola e 'nduja o con quello che vi dice la fantasia.
Io preferisco infornare una pizza per volta, se le volete infornare insieme, usate il forno ventilato.

Grazie Matteo! una delle migliori pizze mai sfornate!











lunedì 4 novembre 2013

Tigelle... svizzere!

Approfittando del sonno pomeridiano del Lorenzino febbricitante, ne approfitto per pubblicare il post del mio sfiziosissimo pranzo!
Con gli ingredienti che avevo in casa ho giocato a combinare sapori e paesi, ho immaginato di essere in Svizzera, insieme alla mia tigelliera e ho sfornato delle deliziose tigelle di mais e farina di frumento che ho farcito con un chutney di cipolle e Gruyère. Non ho capito bene quante ne ho mangiate prima e durante le foto... che delirio...
Se vi va di provarle, la ricetta è davvero semplice semplice!
Ingredienti:

Per il chutney:
  • una cipolla bianca
  • una cipolla rossa
  • una mela gialla
  • un cucchiaino di paprika dolce
  • tre cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • tre cucchiai di aceto di mele
  • due cucchiai di zucchero
  • mezzo cucchiaino scarso di sale
Tagliate cipolle e mela a cubetti, versate in padella con l'olio e cuocete a fiamma bassa. Appena il tutto comincia a sfrigolare, aggiungete mezzo bicchiere d'acqua, il sale e la paprika. Lasciate cuocere per una ventina di minuti, aggiungete l'aceto e lo zucchero e continuate la cottura per altri cinque minuti. Spegnete.
La quantità di chutney che otterrete è per certo maggiore a quello che vi servirà per le tigelle, ma si conserva benissimo in frigo e potete riutilizzarla anche per accompagnare i formaggi.
Per 18 tigelle:
  • 300 gr farina 00
  • 200 gr farina di mais
  • 10 gr di lievito di birra
  • un cucchiaino di miele millefiori
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 250 ml di acqua circa
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Per farcire
  • 15-20 gr di gruyère a tigella, affettato sottile. 
Versiamo le due farine in una ciotola capiente o nella planetaria e aggiungiamo il lievito sciolto in mezzo bicchiere d'acqua con il miele. Mescoliamo e lavoriamo (a mano o con l'impastatrice) aggiungendo l'acqua. Teniamone da parte un dito per sciogliervi il sale, che va introdotto qualche minuto dopo. Quando l'impasto è ben lavorato, aggiungiamo l'olio, impastiamo per un paio di minuti e facciamo lievitare per un paio d'ore. Volendo usare meno lievito, basta allungare i tempi di lievitazione.
Una volta lievitato l'impasto, formate delle palline (circa diciotto), lasciate riposare ancora per una decina di minuti e cuocete nella tigelliera ben calda.




Sformate le tigelle, non ci rimane che farcirle con il gruyère e il chutney.
Servire!
Con questo post partecipo al contest "swiss cheese parade" di Peperoni e Patate in collaborazione con Formaggi Svizzeri.


venerdì 4 febbraio 2011

'Mpanata di maiali di Camilleri...perchè il maiale ci piace solo ben cotto...

Normalmente non parlo a nome di altri, ma  le più di duecento adesioni all'iniziativa di Madama Bavareisa e Kemikonti penso siano abbastanza rappresentative del malcontento generale che è anche di noi foodbloggers... 

Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, l'iniziativa "liberiamoci del maiale" vuole essere una modo per dimostrare il nostro disgusto contro la condizione della donna nel nostro paese; no, forse non saremo schiave, ma davvero poco ci manca. E' chiaro che questa è solo la punta dell'iceberg: il nostro povero paese ormai è sempre più imbarbarito e imbruttito e non saranno certo culi, tette, mazzette e corruzione che ridaranno lustro all'Italia.

Io non ho un granché da aggiungere, ormai l'argomento è esaurito (e non certo da poco tempo...).
Vi lascio con una ricetta di Andrea Camilleri  che ho ritrovato e rifatto nel suo Le Ali della Sfinge -Sellerio Editore, 2006-.
In questo romanzo un Montalbano particolarmente stanco e disilluso si ritrova in un caso che mette in luce tutta una serie di problematiche dei nostri giorni: immigrazione e sfruttamento delle donne, malaffari resi ancora più meschini perché perpetrati da persone "per bene".
Prima di darvi la ricetta però mi piacerebbe che guardaste il suo intervento per il "No Cav day" di due anni e mezzo fa. Mi addolora pensare che noi italiani, ancora, continuiamo a tenerci il maiale al governo, mentre il mondo ride di noi.




Adesso la ricetta. Cosa ben più leggera e sono certa assai più gradita. Io ho adottato solo una "piccola" modifica avendo preferito il broccolo al cavolfiore, ma davvero ve la consiglio questa 'mpanata di maiali.

"Fate lessare un cavolfiore in acqua salata, tiratelo fora al dente e tagliatelo a tocchi. Fatelo 'nsaporiri dintra a un tegame indove aviti soffritto 'na cipuddruzza tagliata a fettine. A parte, friggiti un bel pezzo di sasizza frisca e appena che addiventa dorata, tagliatela a dischetti massimo di un centilimetro, livannogli la pellicina.


 Mittiti 'nzemmula cavolfiore e sasizza nell'oglio di frittura, aggiungendo qualichi patata tagliata a dischi trasparenti, aulive nìvure spezzettate, sali e spezie. Ammiscate bene questa composta.
Con tanticchia di pasta di pani lievitata fate 'na sfoglia a fisco e assistematela in una tortiera a bordo alto, inchitela con la composta, ricoprite con un altro disco di pasta di pani incollando bene i bordi.


Ungere le parti superiori con sugna e mettiti la tortiera nel furno caldissimo. Tirate fora appena si dora (ma ci vorrà 'na mezzorata)".

E che questa delizia sia di buon auspicio...


giovedì 30 dicembre 2010

Lo sfincione paleimmitano

Sono in ritardo! in arciritardissimo!!!
mi sento molto Bianconiglio in questo periodo e voi?
ecco, oggi ad esempio, mentre stavo per uscire per andare a prendere gli ultimi ingredienti per i miei dolci di Capodanno (dopo aver fatto un po' di pulizie sommarie...) mi sono ricordata che avevo da pubblicare la ricetta per la rossa!!! oggi è l'ultimo giorno del suo contest... e quindi: mondo fermati! ed eccomi qua! ma bando alle ciance...ho poco tempo ed è tardi! è tardi!



Se c'è una regione che, a mio modesto parere, merita il titolo di miss cibo di strada, questa è la Sicilia. Dite che sono di parte? beh, se per caso vi capita di fare una gita turistica a Paleimmo, cercatevi una bella lapa che vende u sfinciuni: non perdetevi questa delizia, per niente al mondo!
Assaporerete una focaccia moibbida moibbida e dai gusti contrastanti. I chili di cipolla presenti sul vostro trancio neanche si sentiranno, il nostro caciocavallo vi pizzicherà un po' la lingua, e vi farete stordire, ma solo per pochi secondi, dal gusto prepotente dell'acciuga.
Ecco, io ho provato a descrivervi la sensazione che si prova addentando lo sfincione e ho provato anche a cucinarlo con il mio modesto (ma dignitosissimo) forno elettrico. A Palermo, però, lo sfincione è tutta un'altra cosa: sarà il tasso di umidità, l'acqua e chissà quale altra fortunata combinazione di elementi...ma veramente, non perdetevi questa meraviglia.

Ed ecco la ricetta:
per l'impasto:
450 gr semola rimacinata
400 ml di acqua
1 cucchiaio di olio evo
5 gr sale
10 gr lievito di birra
1 cucchiaino di zucchero

Versate la farina in un capiente contenitore (o sul tavolo da lavoro se preferite) e formate una cavità dove scioglierete il lievito con lo zucchero. A poco a poco aggiungete l'acqua a temperatura ambiente o appena tiepida (tenetene da parte 50 ml) e mescolate: ci vogliono muscoli o un impastatrice... l'impasto è infatti mooooolto idratato e si fa decisamente fatica a impastare.

Dopo 10 minuti aggiungete la rimanente acqua dove avrete disciolto il sale, contiunate a mescolare finchè l'impasto non sara' liscio ed o
mogeneo e aggiungete l'olio.
Fate lievitare in luogo caldo e non ventilato fino al raddoppio.

Prepariamo la salsa:
3 grosse cipolle bianche
700 ml di conserva di pomodoro
una punta di sale e una puntina di zucchero
olio qb

tagliate le cipolle a fette e fatele ammorbidire in un tegame con l'acqua: una volta che queste saranno morbidissime, aggiungete un po' d'olio e lasciate cuocere ancora per una decina di minuti.
Aggiungete la salsa e regolate di sale e zucchero. Fate cuocere fino a che la vostra salsa non si sia ristretta


Controlliamo adesso il nostro impasto. E' raddoppiato? bene! disponiamo l'impasto in una teglia oliata, due teglie se non vi piace la pizza troppo alta come me...
disponiamo su di essa delle fettine di caciocavallo, qualche acciuga spezzettata e sopra la nostra salsa. Infine spolveriamo con pangrattato e inforniamo alla massima temperatura che il nostro forno raggiunge per 20 minuti (tanto ci mette il mio forno ma è possibile che vi occorra una manciata di minuti in più, quindi controllate!!!)
ahhhh! Palermo! quanto mi manchi!!!

se non si fosse capito con questo post partecipo al contest di Giulia:


Edit del 30 Gennaio: sono strafelice di aver vinto il contest con questa ricetta!!! i prodotti Ortocori sono buonissimi e ringrazio la ditta per aver messo in palio questo goloso premio e ringrazio Giulia per aver voluto provare questa ricetta!

sabato 16 ottobre 2010

I borlenghi emiliano-romagnoli



Il borlengo è originario dell'Appennino Emiliano: una preparazione semplice e golosissima!
Passo subito alla ricetta:
Ingredienti per sei/otto borlenghi (a seconda della grandezza della padella che usate):

150 gr farina 0
400-450 gr acqua
un pizzico di sale

per condire:
battuto di pancetta
parmiggiano reggiano grattuggiato

-Si mescola la farina con l'acqua fino ad ottenere una pastella (chiamata colla) che dovrà avere una consistenza simile al latte. Se l'acqua vi sembra poca aggiungetene dell'altra.

-Si unge una padella antiaderente, passando su di essa un tovagliolo con dell'olio e una volta che la padella è calda si una versa un mestolo di colla. Quando comincia a prendere colore si rigira il borlengo. Ci vorranno quattro/cinque minuti in tutto.

-Si condisce immediatamente con battuto di pancetta e parmiggiano grattuggiato e si ripiega in quattro e si mangia ancora caldo. Una delizia!

Questo piatto dalla semplicità disarmante è da provare anche con ripieni di verdure o salumi, un'ottima alternativa quando si ha poco tempo o voglia di cucinare!

venerdì 16 ottobre 2009

panini allo strutto

"Ma che, davero!" penserà qualcuno! e io rispondo: "si, davero!"
Davvero ancora una ricetta di... semplice pane!
non che sulla rete non ve ne siano gia' abbastanza e tantomeno perche' questa vuole essere migliore di qualsiasi altra! ancora una ricetta di pane, perchè oggi si celebra il World bread day e per questa ricorrenza voglio partecipare con una cosetta semplice e umile:
I panini allo strutto. Dopo anni di panificazione casalinga, credo di essere giunta alla conclusione che lo strutto e' il grasso migliore per questo tipo di preparazioni, poichè i panini escono morbidi morbidi profumosi di...pane! il burro infatti mi pare copra un po' i sapori e l'olio mi sembra più adatto a pani piu' "tosti" e con la crosta, tipo toscano o pugliese.
Ed ecco la ricetta:
800 gr farina 00
200 gr 400 gr farina di semola
un cucchiaio di sale
un cucchiaio di zucchero
60 gr strutto
350 ml latte
350-400 ml di acqua
un cubetto di lievito di birra.
La procedura ve la risparmio; certo è che se la pasta lievita per un paio d'ore e i panini una volta formati per un altro paio d'ore, si avranno per certo risultati migliori!
buona panificazione a tutti!

domenica 8 febbraio 2009

il mio pane con lievito madre

Mi sono lanciata nello splendido mondo del lievito madre intorno la metà di dicembre: ho letto su internet tutto il leggibile e ora accudisco la mia vispa Mariarosa, nata il 16 di dicembre, dandole da mangiare tutte le settimane...
i miei esperimenti con Mariarosa (si, la mia pasta madre ha un nome, che c'è di strano?!?) pero' sono stati ad oggi abbastanza mediocri e ho finalmente capito dove sbagliavo: la pazienza.
Se infatti per fare un buon impasto per il pane ci vuole un pochetto di lievito madre, di pazienza ce ne vogliono un paio di quintali, solo così si hanno dei risultati discreti!
partiamo dal risultato, dunque:

le due foto sono il frutto di Mariarosa e di due diverse ricette che ho trovato su internet: in entrambi i casi ho apportato una piccola modifica, sostituendo a metà della farina 00 prevista la farina di semola rimacinata.
Con tutto quello che c'è riguardo alla panificazione con la pasta madre non mi sembra il caso di aggiungere altro, solo vorrei sottolineare le differenze tra le due preparazioni.
La prima preparazione (http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=13278 di Nutella123) è più semplice e mi sembra che il pane abbia un alveolatura migliore rispetto alla seconda preparazione che ho preso dal bellisimo blog di Marble (http://www.lacucinadimarble.it/rec.php?id=167 ), ma c'è da aggiungere che in quest'ultimo caso ho fatto un errore "di misura", come si vede in queste due foto.

Questo e' l'impasto finito, frutto della ricetta di Marble pronto per riposare una dodicina d'ore (stanotte credo di averlo sognato...).
Notare la carta forno che ricopre parte della teglia...








ecco, questo è l'impasto dopo 12 ore di lievitazione...
non so se si capisce bene dalla foto, ma il problema sta nella scelta della teglia: ho usato una teglia per torte di 24 cm...evidentemente troppo piccola, e l'impasto è certo cresciuto un po': si vede infatti che la carta forno che ricopriva il fondo della teglia è stata "inghiottita" dall'impasto...


Questo qui è il pane pronto per l'uso...non si vede bene dalla foto, ma ha assunto la forma di "torta"!Mi viene dunque da pensare che se l'impasto fosse stato riposto in una teglia adatta, questo avrebbe lievitato meglio...la prossima settimana ci riproverò: credo infatti che da oggi qualche ora dei miei weekend sarà dedicata alla panificazione!
In ogni caso, il pane con il lievito madre non ha niente a che vedere con il pane con il lievito chimico...vorrei tanto si potesse sentire l'odore!
E poi con il lievito in cubetti il pane non mi e' mai venuto così, con la una crosta dura dura e la mollica cosi' soffice! Ed è solo il primo esperimento!
grandi soddisfazioni, insomma! e nonostante il mio compagno ritenga io sia ormai totalmente ammattita (però il pane gli è piaciuto eccome!), oggi sono tanto contenta per questo successo!

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