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sabato 31 ottobre 2015

Ravioli ripieni di crema di Pecorino Toscano Dop, con ragù di coniglio al profumo di olive e limone


Oreste. Così si chiamava il grazioso coniglio che viveva in camera di Ester e Elisa, due sorelle abruzzesi con cui ho condiviso l'appartamento ai tempi dell'università.Quello è stato il mio primo appartamento a Bologna, in pieno centro, un viavai impressionante di amici a tutte le ore del giorno e della notte.
Oreste era davvero un simpatico coniglio nano. Insomma, simpatico come sa essere un coniglio. Diciamo che faceva il suo ruolo di animale da compagnia, senza disturbare troppo. 
Erano davvero bei tempi quelli: feste, feste, feste. Si studiava anche, ogni tanto. E per meglio imparare la lingua inglese, un'estate partii per Londra. L'inglese in quei tre mesi l'ho disimparato, visto che era impossibile trovare un londinese, o quanto meno un inglese con cui fare conversazione. Ma questa è un'altra storia.
Tornata dall'Inghilterra ho trovato ad aspettarmi la mia compagna di stanza Francesca, le sorelle abruzzesi, Oreste e... Gennarino.
Ecco, Gennarino per me era il demonio. Povero coniglio! non era poi colpa sua se non gli avevano spiegato che la stanza in cui viveva era anche la mia e che era diventata tripla senza il mio consenso: le mie "amiche" avevano pensato bene di regalare un coniglio a Francesca senza chiedermi se mi sarebbe piaciuto vivere in stanza con lui. D'altronde ai tempi ero vegetariana, di certo non l'avrei mangiato.
Perché odiavo quel coniglio? tutte le mattine, appena sveglia, mi toccava ribaltare il materasso appena uscivo dalla mia stanza, altrimenti quel mostro peloso saltava sul letto e cominciava a scagazzare dappertutto. Non di rado, rinfiladomi sotto le coperte quando mi alzavo di notte per andare a fare plin plin, mi ritrovavo quelle schifose palline nel letto. Bello, eh? Per non parlare poi di quando il gremlin mi zompava addosso mentre dormivo. Credo sia per questo che ho cominciato ad avere i capelli bianchi ai tempi dell'Università.
Com'è andata a finire? Oreste è campato ancora per un bel po', Gennarino si trasferì in campagna, felice, felicissimo lontano da me. Non certo perché le mie coinquiline avessero avuto pietà di una situazione tanto disagevole, quanto forse per il fatto che Gennarino si scoprì fosse femmina, e non c'era l'intenzione di metter su un allevamento di conigli in casa.
Ma non è certo per questo che non mangio carne di coniglio. Tantomeno mi impressionano le sue fattezze da gatto scuoiato che tanto mi sconvolsero da piccola quando vedevo papà preparare il coniglio alla cacciatora (sono certa che me l'abbiano anche rifilato, di tanto in tanto, a mia insaputa). Semplicemente non amo il sapore dolciastro delle carni di coniglio e preferisco utilizzare altri ingredienti.
Partecipando al challenge "Mai dire Mai" lanciata dal Consorzio del Pecorino Toscano DOP in collaborazione con AIFB, ho accettato di beccarmi un ingrediente inusuale a caso da abbinare al pecorino. in un'avvincente sfida a coppie (mi è toccata in sorte una vera chef! Cristiana! che sfida!).
Una volta scoperto di aver ricevuto il grazioso animale, ho pensato e ripensato a come potevo cucinarlo. Poichè non ho dimestichezza con questa carne, ho voluto farci un bel ragù, per condire dei saporitissimi ravioli di Pecorino Toscano DOP. Ho scelto lo stagionato perché ho ritenuto che con una carne così delicata, richiedesse un formaggio dal gusto deciso, appena smorzato dalla panna che ho utilizzato per fare una crema di Pecorino. Poi un po' di polvere di olive nere tostate e della scorzetta di limone hanno bilanciato il gusto dolciastro del ragù:
con mia somma soddisfazione, mi sono avvicinata a questo alimento che non avevo mai cucinato prima.

Ed ecco la ricetta:

ingredienti per circa 45 ravioli:
per la sfoglia: 
  • 200 g farina
  • 2 uova
per la crema di pecorino:
  • 200 g di panna liquida
  • 180 g di Pecorino Toscano DOP stagionato
Per il brodo:
  • mezzo dado vegetale oppure se pulite voi il coniglio, gli scarti, mezza carota, mezza cipolla, mezzo gambo di sedano
Per il ragù:
  • 200 g di coniglio tritato
  • mezza carota, mezza cipolla, mezzo gambo di sedano 
  • olio italiano (toscano, emiliano-romagnolo, fate voi, ma fate italiano)
  • alloro, rosmarino, sale e pepe
  • vino bianco secco 
  • concentrato di pomodoro q.b.
  • polvere di olive nere essiccate
  • un limone
Procedimento:
Cominciamo? nella ricetta io vi ho indicato del coniglio già tritato dal vostro macellaio di fiducia. Io non sapendo cosa farci, avevo preso mezzo coniglio in parti e poi ne ho prese un paio per farci il ragù (professionale, vero?). Il resto è in freezer in attesa di qualche illuminazione.
Dunque: se optate per il coniglio in parti da far diventare macinato, armatevi di coltello e pazienza e dopo aver sminuzzato la carne, fate un brodo con le ossa del coniglio, mezza carota, mezza cipolla e mezzo gambo di sedano tagliati a pezzi grossi, tutto insieme.
Se invece avete del coniglio già tritato, prendete un mezzo dado e fateci 200 ml di brodo (si, lo so che ce l'avete, non siate timidi!).
Mentre il brodo è sul fuoco, prepariamo le verdure a cubettini per il soffritto e cuociamo con un po' d'olio in pentole a fiamma bassa. Io, dopo una decina di minuti, aggiungo un po' d'acqua per evitare di usare una valle d'olio (che quello buono costa, eh!).
Una volta che le verdure si saranno ammorbidite, aggiungiamo il coniglio a pezzettini-ini.
Sfumiamo con vino bianco (per quella dose, 100 ml saranno sufficienti) e aggiungiamo il concentrato di pomodoro e un bouquet fatto con un paio di foglie d'alloro e un rametto di rosmarino.
Cuociamo per un'ora, con il coperchio a fiamma bassissima, aggiungendo brodo all'occorrenza.
Nel frattempo. prepariamo la sfoglia impastando uova e farina fino ad ottenere un impasto sodo e omogeneo: ricordatevi di tener da parte un po' della farina della ricetta; a seconda della grandezza delle uova, potrebbe avanzarvene.
Coprite la sfoglia con pellicola e passate alla crema di pecorino: scaldate la panna in un pentolino, senza farla bollire. Spegnete il fuoco e aggiungetevi il pecorino grattugiato. Diamo una frullata con il minipimer, fino ad ottenere una crema, che raffreddandosi, si rapprenderà.
Tiriamo fuori dall'armadietto la macchina sfogliatrice o dotiamoci di mattarello e tagliere per preparare i ravioli. Io, ovviamente, ho usato la nonna papera: tiriamo la sfoglia fino alla penultima tacca (quasi la più stretta) e ripassiamola due volte. Ricaviamo dei quadrati di circa 3,5 cm per lato e disponiamo una nocciola di crema di pecorino. Chiudiamo il raviolo ricavandone un triangolo e sagomiamo i bordi con una rotella dentata. Finiti i nostri ravioli, cuociamoli in acqua bollente (ma attenzione! abbassate la fiamma una volta che l'acqua bolle o rischiate di far aprire i vostri ravioli!), dopo un minuto o due che sono venuti a galla, ripassiamoli in padella con il ragù e un giro d'olio. 
Prepariamo il nostro piatto: io ho fatto il piatto figo da presentazione con qualche raviolo ispirandomi ad un piatto che ha portato all'esame una delle mie colleghe al corso che ho appena finito (ho preso 100/100 con lode, ma vi ggiuro, non sono una secchiona. Tutto sedere, e il mio, lo sapete, è abbondante), ma poi li ho mangiati direttamente dalla padella...
Disponiamo alcuni ravioli su un piatto e aggiungiamo un po' di polvere di olive nere essiccate (per farvele a casa, basta asciugare bene delle olive, farle seccare in forno a bassa temperatura per un paio d'ore (va là, che va bene pure il termosifone, per alcuni giorni, coperte da un tovagliolo...)) e una grattata di scorza di limone. Bio, eh ;)
Serviamo!

Con questa ricetta partecipo al Challenge “Mai Dire Mai” ideato da Aifb e dal Consorzio del Pecorino Toscano Dop,

giovedì 23 luglio 2015

Ravioli di patate con pesto di capperi e mandorle e polvere di pomodori


Ah! la mia Sicilia bedda! Con questo contest mi è davvero venuta nostalgia. La Sicilia per me è mare, sole, vento, poca umidità (mica come qui che stiamo crepando!) e buon cibo: le materie prime che dona questa meravigliosa isola sono straordinarie, una varietà infinita di prodotti di terra e di mare che una volta assaggiati non si scordano più.
E in ricordo della mia amata terra che rivedrò tra meno di una settimana ho preparato un piatto utilizzando la farina di grano duro burattata varietà Russello, un grano antico che profuma davvero di farina! Ecco gli ingredienti per 4 persone:

per i ravioli:
  • 200 g di farina
  • 2 uova
  • acqua q.b.
per il ripieno:
  • 350 g di patate
  • 50 g di Parmigiano Reggiano 18-24 mesi
  • un uovo 
  • un pizzico di menta
  • un pizzico di sale
per il pesto di capperi e mandorle:
  • 60 g di capperi sotto sale
  • 100 g di mandorle 
  • 15 g di basilico
  • 20 g olio extravergine di oliva
  • 30 g di Parmigiano Reggiano 24 mesi
  • acqua q.b.
per completare:
  • qualche cappero
  • lamelle di mandorle
  • polvere di pomodori secchi
Procedimento:
cuociamo le patate con la buccia precedentemente lavate per quaranta minuti. Devono essere ben cotte. Lasciamo raffreddare le patate, togliamo la buccia, passiamole con lo schiacciapatate. Aggiungiamo alla purea di patate gli altri ingredienti.
Prepariamo la sfoglia impastando le uova con la farina. All'occorrenza aggiungere poca acqua. Dobbiamo ottenere un impasto compatto e liscio. Copriamo. Lasciamo riposare mezz'ora. Tiriamo la sfoglia con la nonna papera fino alla penultima tacca (ripassiamo due volte). Disponiamo un cucchiaino colmo di ripieno sulla pasta e richiudiamo con un altro strato di pasta. Tagliamo i ravioli a nostro piacere. Io ho usato un tagliapasta a forma di sole (con un po' di immaginazione :P). Lasciamo asciugare i ravioli su un piano di lavoro infarinato.
Prepariamo il pesto:
laviamo e strizziamo più volte i capperi affinché perdano di sale. Tostiamo le mandorle e polverizziamole con un macina-caffè (l'apparecchio più utile che io abbia in cucina). Tritiamo al mixer i capperi e le foglie di basilico con poca acqua ghiacciata. Aggiungiamo il formaggio grattugiato e le mandorle. Diamo un giro di mixer per mescolare il tutto.

Cuociamo in abbondante acqua poco salata i nostri ravioli e condiamo con il pesto. Impiattiamo e aggiungiamo le lamelle di mandorle, qualche cappero e la polvere di pomodori secchi. 
Serviamo!





lunedì 29 giugno 2015

Ravioli pizzicati ripieni di Parmigiano Reggiano DOP con melanzane al profumo di lavanda

Non è certo un mistero che il Parmigiano Reggiano DOP sia il mio formaggio preferito. La sua versatilità è di certo il suo punto forte: ci puoi fare davvero di tutto e rende speciale ogni piatto. 
Per questo ho accettato con entusiasmo la sfida lanciata dal consorzio: creare dei piatti con  4 ingredienti, uno dei quali il mio amato Parmigiano. Ecco così che nasce il primo piatto pensato per questo avvincente contest! 

Ingredienti per 4 persone:
  • Pasta all'uovo preparata con 250 g di farina, due uova e un tuorlo
  • due melanzane
  • 220 g di Parmigiano Reggiano 24 mesi
  • 220 g di panna
Inoltre: sale, olio extravergine di oliva, fiori di lavanda, qualche foglia di basilico.

Per prima cosa, laviamo e bucherelliamo una melanzana, avvolgiamola nella carta stagnola e cuociamola in forno a 200°C per circa 45-55 minuti. Per vedere se è cotta, oltrepassiamola da parte a parte con un coltello che non deve trovare resistenza. 
Laviamo l'altra melanzana, priviamola della buccia che affetteremo sottilmente e friggeremo. 
Affettiamo la melanzana in fette spesse circa 1 cm e mezzo. Ricopriamo di sale grosso e mettiamo a spurgare dentro un colapasta. Mettiamo sopra le fette un peso (es. un barattolo di vetro), affinché perdano prima l'acqua di vegetazione.
Prepariamo il ripieno dei ravioli pizzicati:
Scaldiamo la panna fino a quasi farla bollire. Spegniamo e aggiungiamo il Parmigiano Reggiano DOP grattugiato. Mescoliamo e lasciamo raffreddare.
Nel frattempo prepariamo la sfoglia lavorando farina e uova fino ad ottenere un impasto sodo e omogeneo. Lasciamo riposare coperta da pellicola per 30 mn.
Tiriamo la sfoglia: io che non sarò mai una vera Azdora, utilizzo la macchina per sfogliare, fino all'ultima tacca.
Mettiamo il ripieno di panna e Parmigiano, che freddatosi risulterà ben sodo, in una tasca da pasticcere e disponiamo sulla sfoglia un po' di ripieno (sono circa 7-10 g, disponendo un ciuffetto poco più grande di una nocciola), lasciando tra un ciuffetto e l'altro circa 2 cm di spazio.  Bagniamo i bordi con un po' d'acqua e richiudiamo la sfoglia, sovrapponendo il lembo esterno sul ripieno.  Pizzichiamo i bordi vuoti e poi con una rondella liscia o un coltello tagliamo i nostri ravioli. Ne verranno circa cinquanta.
Prendiamo la melanzana cotta al forno, priviamola della buccia, dividiamo in 4 e togliamo eventuali parti con i semini. Frulliamo con un po' d'olio (un paio di cucchiai) e qualche foglia di basilico. Regoliamo di sale e pepe.
A questo punto, sciacquiamo le fette di melanzana e asciughiamole per bene. Tagliamo le fette a cubetti e friggiamo in una padella con abbondante olio per una manciata di minuti.
Cuociamo i ravioli in abbondante acqua salata, scoliamo e facciamo saltare in padella con poco olio, un paio di cucchiai d'acqua, due foglie di basilico, le melanzane a cubetti, qualche fiore di lavanda: siate parsimoniosi! vogliamo dare un po' di sapore, non fare una saponetta Una decina di fiori saranno sufficienti.. Io non aggiungo altro Parmigiano, viene fuori da sé un po' di cremina grazie a qualche raviolo dispettoso che si romperà. 
Componiamo il piatto adagiando due cucchiai di crema di melanzane sul fondo del piatto su cui metteremo i ravioli pizzicati, sopra le bucce di melanzane fritte e qualche altro fiore di lavanda.
Serviamo!

Con questa ricetta partecipo al contest #PRChef 2015 di Parmigiano Reggiano






venerdì 19 dicembre 2014

Tortelloni alla zucca in crema di provolone piccante

Natale s'avvicina e qui facciamo prove di menù. Che ne pensate di questa ricetta? io la trovo intrigante. Ho preparato dei semplici tortelloni ripieni di zucca, così, passata in forno e senza fronzoli, affinché si esaltasse la crema in cui li ho immersi. Ho dato croccantezza, con una manciata di granella di nocciole, che richiama anche la dolcezza della zucca, in contrasto con la sapidità del formaggio che caratterizza il piatto. 
Ingredienti per 4 persone:
per la sfoglia:
  • 2 uova 
  • 200 g di farina 
per il ripieno dei tortelloni:
  • 300 g di zucca già pulita 
  • 60 g parmigiano reggiano 
  • un pizzico di sale e una grattata di pepe 
per la crema di provolone Auricchio:
  • 100 g di provolone piccante 
  • 50 ml di panna 
  • 200 ml di latte intero 
per completare:
  • 30 g di polvere o granella di nocciole 


Impastiamo uova e farina, fino ad ottenere una palla liscia e omogenea. Lasciamo riposare coperta da un cannovaccio pulito, senza residui di detersivi. 
Cuociamo la zucca a pezzetti al forno a 200 °C per 20 minuti o al microonde per 5 minuti, come sapete fare voi, visto che il microonde non ce l'ho... 
Una volta cotta la zucca, schiacciamo con i rebbi della forchetta e aggiungiamo il parmigiano, saliamo e pepiamo. 
Tiriamo la sfoglia e tagliamola in quadrati di 3-3,5 cm per lato. Mettiamo un cucchiaino di ripieno e chiudiamo, dando la classica forma del tortellone. 
Mentre mettiamo a bollire l'acqua, tagliamo a pezzetti il provolone, mettiamo il latte sul fuoco, aggiungiamo il provolone e la panna e mescoliamo fino a che non diverrà una crema. La nostra salsa non dovrà arrivare a bollire, altrimenti farà i grumi. Cuociamo i nostri tortelloni e prepariamo il piatto, versando nel fondo un paio di cucchiai di crema. 
Scoliamo i nostri tortelli, versiamoli sulla crema. Mettiamo dei pezzettini di zucca per decorare e serviamo! 
Suggerimenti:
Possiamo preparare i tortelloni in anticipo e surgelarli. Quando li vogliamo portare a tavola, basterà cuocerli direttamente in acqua calda, senza scongelare.

venerdì 31 ottobre 2014

Tortellini "ricchi e poveri", edizione con baccalà

-Ma tu lo sai che i fagioli arrivano dalla Cina?
E' bastata questa affermazione di un'amica competente in materia a destabilizzarmi. I fagioli dalla Cina? ma davvero abbiamo bisogno dei fagioli della Cina? Pare di si, pare che non se ne producano più. E ti credo: con le tasse che dissanguano i nostri poveri agricoltori (e tutte le categorie di lavoratori onesti, aggiungerei), le condizioni climatiche avverse contro cui non si fa praticamente nulla se non attendere inermi le catastrofi, un prodotto proveniente dall'altra parte del mondo che ha prezzi non concorrenziali, di più è praticamente scontato che ci mangiamo i fagioli della Cina. Che poi il paradosso è che magari sono pure BIO (anche se a me un dubbio che sia proprio così mi viene) ma hanno fatto 20.000 km per arrivare da noi! Vero è che non sono un cibo originario del nostro continente: i primi fagioli, arrivati in Italia dall'Africa sono quelli "all'occhio", mentre solo dopo la scoperta dell'America, conosceremo i fagioli borlotti, i cannellini e tante altre qualità. I fagioli fanno parte della nostra storia culinaria da centinaia di anni, caposaldo della dieta mediterranea insieme agli altri legumi, come ci dimostra un noto dipinto del Carracci e credo non possano mestamente scomparire in questo modo.
Il mangiafagioli di Carracci, 1583-84
Che può fare il consumatore consapevole? Leggere l'etichetta e, laddove sensato, acquistare italiano. Che non è una chiusura verso il mondo, però io di cinese in casa mia ci voglio il balsamo di tigre, il tè, la salsa di soia.
Il baccalà, invece, trova sempre la porta aperta in casa mia. E' forse l'unico pesce che ricordo di aver mangiato sempre con piacere (lo sapete, vero, quanto mi duole non apprezzare il pesce?) ed è parte della nostra tradizione gastronomica, al sud come al nord. Ed è in questo caso che per me ha senso il libero mercato: un prodotto che qui non c'è lo facciamo arrivare sulle nostre tavole. Meraviglioso. E sensato, direi!
Il baccalà non è altro che merluzzo sotto sale essiccato naturalmente o artificialmente. Da non confondere dallo stoccafisso, che sempre merluzzo è ma essiccato senza aggiunta di sale.
Stoccafisso
Questi metodi di conservazione hanno diverse origini: lo stoccafisso era materia dei Vichinghi, che si portavano in giro per il mondo i loro pesciolini appesi un po' dappertutto, essiccandoli all'aria, anzi, a mare aperto. Il baccalà è un invenzione basca, anche se poi i Vichinghi gli presero l'idea, e con il merluzzo sotto sale ci facevano pure da barometro: se il baccalà appeso gocciolava, significava che stava per giungere una tempesta!
In Italia arrivano entrambi con le repubbliche marinare e ci mettono poco ad entrare a far parte della tradizione gastronomica del nostro paese. Ora, prima di passare alla ricetta, chiedo scusa alle sorelle Simili, a tutte le sfogline e all'anima di Artusi per questi tortellini chiusi in maniera scandalosa, chissà, tra una ventina di anni e qualche tonnellata di tortellini, magari imparerò!
a Bologna, i tortellini ricchi e poveri sono dei tortellini di carne classici (ricchi) accompagnati da un brodo di fagioli (i poveri), che si mangiavano al posto del tradizionale tortellino in brodo di cappone. Io ho voluto sperimentare una variante pesciosa, asciutta e vi posso assicurare che l'abbinamento è azzeccatissimo. Chi li prova?

Ed ecco gli ingredienti per 4 persone:
per i tortellini:
  • 2 uova
  • 200 g farina 0
per il ripieno
  • 250 g di baccalà ammollato
  • 200 g di latte
  • una patata di circa 130 g
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • una cipolla piccola
  • prezzemolo
per la zuppa di fagioli
  • 300 g di fagioli borlotti
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 2 spicchi d'aglio
  • sale, pepe e olio q.b.
  • 100 ml di salsa di pomodoro
  • timo e salvia
  • brodo vegetale q.b. (circa tre litri)
Dopo aver lasciato in ammollo i fagioli per una notte, scoliamoli e facciamoli cuocere nel brodo in una casseruola dove abbiamo lasciato soffriggere gli odori tritati finemente e la salsa di pomodoro. Vi occorreranno un paio d'ore affinché i fagioli siano ben cotti Teniamo da parte il brodo non evaporato in cui cuoceremo i tortellini. Prendiamo un terzo dei fagioli e frulliamoli. Aggiungiamo agli altri fagioli, mescoliamo e spegniamo. Aggiungiamo eventuali aromi che ci piacciono: io ho messo un rametto di timo e due foglie di salvia.
Nel frattempo prepariamo il ripieno del tortellino:
facciamo imbiondire la cipolla in un tegame, aggiungiamo il baccalà privato dalle spine e dalla pelle e tagliato a tocchetti. Dopo alcuni minuti aggiungiamo la patata affettata e il latte. Lasciamo cuocere fino a che non sarà tutto morbido (circa 20 minuti). Aggiungiamo un cucchiaino scarso di prezzemolo.

Prepariamo la sfoglia (shhh, io metto gli ingredienti nel mixer e dopo che ottengo una palla la lavoro un po' fino ad ottenere una palla omogenea, shhhh, non ditelo a nessuno!)
Passiamo il composto di baccalà al mixer.
 Armiamoci di pazienza e prepariamo i tortellini. Una volta finito, prepariamo il nostro piatto: cuociamo i tortellini nel brodo avanzato per un paio di minuti. Ora potete scolare tutto il brodo di cottura, come ho fatto io, se vi piacciono asciutti o se preferite portare a tavola i tortellini in brodo, teniamone un po'.
Aggiungiamo i fagioli, mescoliamo, un giro d'olio buono e serviamo!

Con questa ricetta partecipo al contest “I Magnifici 6″ organizzato dall’associazione Italiana Food Blogger



venerdì 14 giugno 2013

Pizza... di ravioli

Lorenzo comincia a dire le sue prime parole. Nel bene e nel male.
Ci sono cose e parole che gli piacciono particolarmente: una di queste è "aereo" con naso e ditino puntato all'insù ogni volta che sente il rombo di qualsiasi motore. Che beffa, considerato che io quei cosi volanti li odio dal profondo del cuore e al solo pensiero di doverci salire, mi viene da vomitare...
Un altra parola che ama particolarmente è "pizzaaaa", parola che dice spesso, anche al mattino, mentre si dirige verso il forno per vedere se ne è avanzata dalla sera precedente o se miracolosamente è comparsa durante la notte...
siccome il mio bimbo ama mangiare di tutto, ma poco, al contrario della mamma la quale , mi piace "premiarlo" accontentando le sue "richieste". Ma non si può certo mangiare sempre pizza, così mi sono inventata una cosina golosa golosa, che ha suscitato l'entusiasmo del mio bimbo che appena ha visto la teglia fumante uscire dal forno ha esclamato "pizzaaaaa!" e tutto contento ha mangiato con gusto (e pure io e il papi ). Questo piatto lo riproporrò sicuramente quando Lorenzino grandicello mi porterà i suoi amici affamati a casa e sono certa che ne saranno felici!
Ecco la ricetta per 4 persone + un bimbino...

Per i ravioli di patate e carciofi:
  • 3 uova
  • 300 gr di farina c.ca
  • 300 gr di patate
  • 250 gr di carciofi sott'olio sgocciolati
  • 50 gr di parmigiano reggiano
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • 100 gr di stracchino
  • menta fresca sminuzzata
  • sale e pepe q.b.
Per condire:
  • 150 gr di mozzarella
  • 300 ml di salsa di pomodoro 
  • una manciata di olive verdi
  • olio extravergine di oliva q.b.
-Cuociamo le nostre patate.
-Una volta cotte e raffreddate, togliamo la buccia e schiacciamole con la forchetta. Aggiungiamo i carciofini tagliati a pezzetti, il parmigiano reggiano, lo stracchino, la menta, il pangrattato. Regoliamo di sale e pepe.
-Prepariamo la nostra pasta per i ravioli:
al mixer lavoriamo farina e uova fino ad ottenere una palla. Lavoriamo sulla spianatoia il composto ottenuto fino ad ottenere una palla elastica e liscia.
Lasciamo riposare per mezz'ora.
-Stendiamo la pasta con l'aiuto della nonna papera, o se siete volenterosi, con il mattarello, disponiamo un cucchiaino pieno di impasto sulla sfoglia, ricopriamo con un altro strato di sfoglia e prepariamo i ravioli, servendoci di un coppapasta quadrato.
-Disponiamo i nostri ravioli su una teglia e versiamo sopra la salsa di pomodoro, la mozzarella e le olive.
Inforniamo per 10 mn a 200° con  il grill e serviamo!
Enjoy it!

Con questa ricetta partecipo alla terza sfida del concorso indetto da Cuoco di Fulmine, in collaborazione con Ponti e Chiara Maci.



sabato 31 marzo 2012

Ravioli di patate e bufala su crema di cime di rapa

Non potevo non partecipare ai meravigliosi contest indetti da MSC Crociere e Le strade della mozzarella, così ho deciso di riproporvi un vecchio post di una ricetta che ho amato moltissimo: se ve li siete persi, un'occasione in più per prepararli!

   Buone le cime di rapa! se poi arrivano direttamente dalla Puglia con amore lo sono ancora di più!
invece di farci le classiche orecchiette ho pensato di utilizzarle per condire dei ravioli con patate e mozzarella di bufala che ho preparato per il primo dell'anno.
Io li ho trovati strepitosi e vi invito a provarli!

Ingredienti per 8 persone:
450 g di farina di grano tenero
50 g di farina di grano duro
5 uova intere
2 mozzarelle di bufala (non sono presenti i grammi sulla ricetta, io ne ho messi 400 gr)
500 g di patate
10 foglie di basilico
1 spicchio d’aglio
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
600 g di cime di rapa
sale marino
olio di peperoncino
Parmigiano Reggiano grattugiato

Cominciamo a preparare il ripieno dei ravioli: tagliamo la mozzarella a tocchetti e facciamo scolare.
Cuociamo le patate per 20 minuti, scoliamo e lasciamo freddare.
Sbucciamo le patate e passiamole con il passaverdura.
Pestiamo il basilico nel mortaio e uniamo alle patate schiacciate la mozzarella di bufala, il basilico. Regoliamo di sale.

Prepariamo la sfoglia con il robot da cucina e lasciamo riposare la pasta per mezz'ora.

Nel frattempo cuociamo per 10 minuti le cime di rapa precedentemente pulite e lavate in acqua poco salata.
In una padella soffriggiamo l'aglio con l'olio e il peperoncino e aggiungiamo le cime di rapa e saliamo.
Frulliamo infine le cime di rapa con qualche cucchiaio di Parmigiano Reggiano.

Prepariamo i nostri ravioli stendendo la sfoglia con la nonna papera fino alla penultima tacca. Possiamo preparare i classici tortelli oppure dei ravioli. Io ho preferito dare la forma con uno stampino a forma di sole, un augurio per l'anno nuovo!
Cuociamo per quattro minuti in abbondante acqua salata. Nel frattempo adagiamo alcune cucchiaiate di crema di cime di rapa sul piatto. Scoliamo i ravioli, distribuiamoli sulla crema e finiamo il piatto con un filo d'olio di peperoncino.

Con questa foto e con questa ricetta  partecipo al Contest MSC Crociere e Le Strade della Mozzarella 

Per questi ravioli mi sono ispirata ai tortelli con bufala di Csaba della Zorza pubblicata nel libro fashion food Milano: i suoi erano dei tortelli ripieni di mozzarella e pomodori datterini conditi con salsa al pomodoro; io ho utilizzato le patate nel ripieno insieme alla mozzarella di bufala e per condire ho usato una crema di cime di rapa e alcune gocce di olio di peperoncino.



giovedì 11 agosto 2011

Ravioli ricotta e mortadella con pesto di pistacchio

Uh uh uh! che lunga assenza dal mio amato blogghino...
il fatto e' che da quando sono incinta faccio meno cene, gli amici, chissà com'è, si fanno vedere meno...
e cucinare per me, beh, non è che mi sia mai piaciuto tanto...e poi figurarsi, con tutta la schiera di medici che mi segue in questa gravidanza ogni chilo preso sono dolori...quindi meglio non lasciarsi tentare...
come dite? il mio compagno? eh eh eh, chi mi conosce sa che potrebbe andare avanti a pizza e panini imbottiti tutta la vita, che raramente mangia dolci e che disdegna tutta quella cucina che non abbia almeno il 30% di grassi...
ma ogni tanto ho cucinato anch'io, presa da voglie improvvise -che poco hanno a che fare con la gravidanza...resto comunque una persona golosa!!!-. Frutto di uno di questi kitchen-attack sono questi meravigliosi ravioli (chissà com'è da quando sono incinta ho una passione per la pasta ripiena) delicati e gustosi al tempo stesso!

Ingredienti per 3 persone (o due affamate...)

per la sfoglia:
2 uova
150 gr farina 0 + 50 gr farina di semola (va bene anche solo farina 0)

per il ripieno:
220 gr di ricotta di pecora
80-100 gr di mortadella
1 uovo
parmigiano reggiano a sentimento
una 'nticchia di pepe, sale e noce moscata

per condire:
100 gr pistacchi
30 gr parmigiano reggiano
olio evo q.b.
pochissimo sale

Prepariamo il ripieno frullando insieme tutti gli ingredienti. Se l'impasto e' troppo liquido possiamo aggiungere del parmigiano o una punta di amido di frumento. Preparando l'impasto il giorno prima questo si compatta meglio
Prepariamo la sfoglia (io la faccio al mixer...) e lasciamola riposare coperta con un panno umido (d'estate soprattutto evita che si secchi) per trenta minuti.
Nel frattempo prepariamo il pesto frullando tutto quanto nel mixer.

Non ci rimane che farcire i nostri ravioli e buttarli in acqua bollente per alcuni minuti! a cottura ultimata saltiamo i ravioli in una wok con il pesto e serviamo con qualche fogliolina di basilico e, se si vuole, una spolverata di formaggio.

Enjoy it!


giovedì 25 novembre 2010

Ravioli radicchio, mela e casatella


Che cosa ci ho fatto con mele, radicchio e casatella romagnola? 
ci ho fatto questi qui:
Degli ottimi ravioli che sono piaciuti persino a quel bambino capriccioso del mio compagno (per chi mi segue sa quanto sia ormai amaramente proverbiale il suo astio per frutta e verdura...) e quindi direi proprio che sono stati un successo! decisamente mi è piaciuto l'abbinamento con il radicchio, una verdura amarognola che ha saputo compensare la nota dolce delle mele altrimenti poco adatta, almeno al mio palato, ad un primo piatto.

Ingredienti 
(per 2 uova di sfoglia e 200 gr di farina):
3 mele Annurche 
150 gr di casatella
50 gr di parmigiano reggiano
150 gr di radicchio
un pizzico di sale
olio q.b.
pangrattato

Per condire:
un quarto di cipolla

pancetta affumicata a dadini
parmigiano, olio e pepe q.b.

Prepariamo la sfoglia e lasciamo riposare nel frattempo che prepariamo il ripieno:
laviamo e tagliamo a striscioline il radicchio e mettiamo in un tegame con un cucchiaio d'olio e lasciamo ammorbidire il radicchio a fiamma bassa nel frattempo che  laviamo, sbucciamo e tagliamo a cubetti le mele. Aggiungiamo le mele al radicchio e una tazzina di acqua. Lasciamo cuocere fino a ricavare una crema, alziamo la fiamma e uniamo al composto la casatella, il sale e il parmigiano. Il ripieno deve addensare; all'occorrenza aggiungere un po' di pangrattato. 
Una volta che il ripieno è freddo, stendiamo la sfoglia (con la nonna papera fino alla penultima tacca), disponiamo un cucchiaio di composto e ricaviamo dei ravioli nella forma che più ci piace.

Per condire io ho fatto saltare un po' di cipolla in padella con la pancetta e una volta pronti i ravioli ho aggiunto a freddo del parmigiano e del pepe. Mi sono veramente piaciuti, spero piacciano anche a voi!

domenica 7 novembre 2010

Tortelli di zucca burro e salvia

Buoni i tortelli di zucca!!! e dire che non mi fidavo della ricetta tradizionale con tutte quelle cose dolci dentro...
ma non ho potuto non ricredermi!
ingredienti per 40 tortelli (secondo la ricetta di giallozafferano

per la sfoglia:
2 uova 
200 gr di farina 0 (dose indicativa)

per il ripieno:
50 gr amaretti sbriciolati
50 gr grana padano grattuggiato
300 gr di zucca (peso finale)
50 gr di mostarda (io me la sono fatta da me, grazie Dauly!) tagliata finemente
1 uovo (mia aggiunta, la ricetta non lo prevedeva ma io ero convinta di averlo visto...)
sale, pepe e noce moscata q.b.

per condire:
burro,  salvia e grana


Il ripieno conviene prepararlo il giorno prima:
cuocere la zucca al forno. Non state ad impazzire nel cercare di togliere la buccia. Tagliate la zucca direttamente a fette e cuocetela in forno a 200° fino a che non si ammorbidisce. Una volta cotta, la buccia si toglierà con molta più facilità...Mescolate tutti gli ingredienti, mettete in un contenitore e lasciate in frigo.

Preparare la sfoglia (io ormai uso il metodo consigliatomi da un amica: uova nel mixer alla quale aggiungo farina a poco a poco) e tirarla. Se usate la nonna papera come me fino alla penultima tacca.
Disporre un cucchiaino abbondante di ripieno e chiudere i tortelli.

Cuocere in abbondante acqua salata per qualche minuto e condire a piacere. Io preferisco semplicemente burro e salvia per non coprire il gusto del ripieno!
Buonissimi e da rifare senz'altro!

martedì 20 aprile 2010

I tortelli di patate profumati agli agrumi di Dauly

I tortelli di patate sono i miei preferiti! li faccio spesso con questa ricetta e anche con quella di Francy; stavolta ho provato i tortelli di Dauly che ringrazio per la disponibilità:
ingredienti:
per 700gr di farina e 7 uova:
7 patate medie lessate e schiacciate
buccia di limone e arancia grattugiate
1 uovo
parmigiano grattugiato
2 cucchiai di salsa di pomodoro (mia modifica! giusto per colorarli un po')

Scrive Dauly: "gli agrumi vanno dosati a proprio gusto, e il parmigiano io lo metto ad occhio, se l'impasto dovesse essere un po' morbido aggiungo una manciata di pangrattato.
Con questa farcia agrumata ho fatto un sugo di carciofi e gamberi, l'arancia si sposa bene coi primi e il limone naturalmente col pesce. Se vuoi fai una forma tradizionale oppure taglia dei dischi e chiudi a mezzaluna o la forma che preferisci!
Per il sugo di carciofi (ho dovuto omettere i gamberi perchè non mangio pesce...): "... io uso dei carciofi piccoli e teneri perchè li faccio appena scottare, li lavo, li spunto e li taglio a striscioline sottili, li scotto 2 minuti in acqua bollente, li scolo con un mestolo forato per tenere l'acqua di cottura, li asciugo bene e li rosolo nell'olio con uno scalogno intero e uno spicchio d'aglio che poi tolgo, li faccio stufare 3-4 minuti o finchè sono teneri ma croccanti, salo e tengo da parte. Con l'acqua di cottura preparo una besciamella vegetale morbida con farina, olio e un po' di dado alle verdure, assaggio di sale e mescolo insieme ai carciofi. Cuocio i tortelli e quando sono cotti li scolo e li alterno nel piatto di portata col sugo e una spolverata di parmigiano (...) volendo puoi aggiungere ai carciofi anche della pancetta croccante sia dolce che affumicata"
Sono veramente meravigliosi! un vero e proprio trionfo! l'aroma degli agrumi si sposano meravigliosamente con le patate e i carciofi! provateli!
grande Dauly 10 e lode!!!

domenica 4 ottobre 2009

Ravioli di patate al pesto e fagiolini

Questa è una versione rivisitata della classica pasta al pesto ligure:
la ricetta originale prevede di cuocere la pasta (trofie o trenette) insieme alle patate tagliate a cubetti e ai fagiolini:
nella mia ricetta ho pensato di mettere le patate "dentro" la pasta; ovviamente il risultato è il raviolo o tortello di patate che io adoro!




La prima volta che ho assaggiato questa delizia mi trovavo in un luogo che ho amato molto, sui colli imolesi:immersi in un paesaggio fatato, in quelle zone si possono gustare piatti frutto della sapiente miscela di prodotti tipici toscani e emiliani, una vera e propria goduria dei sensi!



In realtà devo confessare che non ho ancora trovato LA ricetta: non sono infatti riuscita a carpirne gli ingredienti...ho cercato di farli di testa mia, in base al ricordo delle mie papille gustative...
veniamo alla ricetta:
per 4 persone (con molta fame)
Per la sfoglia:
500 gr farina
4 uova
acqua q.b.

Per il ripieno:
500 gr patate
150 parmigiano
1 uovo
sale, pepe, noce moscata
prezzemolo (poco, pochissimo!)

Per condire:
fagiolini
pesto
parmigiano o grana a piacimento

Come potete vedere, la mia sfoglia non è classica...tendo sempre a sostituire almeno un uovo con un po' d'acqua...è una mia fissazione, ma se volete fare la sfoglia vera, allora non tenete conto della mia variante!
Per il ripieno, le patate devono essere stracotte (vanno bollite con la buccia, pero'!), si passano con lo schiacciapatate e si aggiunge il formaggio, le spezie, si regola di sale e si aggiunge l'uovo quando il composto si è intiepidito.
Se date un'occhiata in internet, vedrete che ci sono mille versioni del ripieno dei ravioli di patate:
in quelli che ho mangiato io, che mi sono piaciuti così tanto NON c'era nè pomodoro, nè rosmarino, nè pancetta, nè ricotta...o se c'erano, non si sentivano affatto...
Una volta fatto il grosso del lavoro (non so voi, ma a me fare ravioli e tortelli stanca un bel po'...sarà che ho imparato a farli da poco...), si lessano i fagiolini e si ripassano in padella con il pesto, si fanno bollire i tortelli e si condiscono e poi...a tavola!
Questa versione dei ravioli di patate non è definitiva: si accettano suggerimenti!!!
Riguardo al condimento, io cosi' li trovo favolosi, ma si possono condire in svariati modi: burro e salvia, sugo di pomodoro, ragù di carne, ragù di funghi etc. Rimangono sempre una bontà!!!


Concedetemi con questa foto di fare un saluto ai luoghi meravigliosi che hanno reso indimenticabile un'estate lavorativa e altrimenti solitaria...
Arrivederci Sassoleone!!!

domenica 19 aprile 2009

Tortelli burro e salvia con ripieno alla Spisni


Un giorno sono rimasta folgorata da una ricetta di Alessandra Spisni, che spesso elargisce le sue delizie agli spettatori della prova del cuoco...si tratta dei balanzoni, dei tortelli particolarmente grandi ripieni di spinaci, mortadella e ricotta.
Così ho approfittato della cena per il mio compleanno per questa ricettuzza:

PER LA SFOGLIA:
600 g farina
5 uova medie
50 g spinaci frullati per dare il colore verde.
Io li ho fatti anche bianchi, in questo ho aggiunto un paio di cucchiai d'acqua nell'impasto.

PER IL RIPIENO: 500 g di ricotta, 50 g di spinaci cotti e strizzati, 60 g di burro (io ne ho messo 40 g) qualche foglia di basilico fresco, 150 g di mortadella tritata, 10 g di grana grattugiato, 2 uova, sale, pepe,noce moscata.
Il ripieno conviene prepararlo il giorno prima (io ho messo tutto nel mixer), così ha modo di "solidificarsi": se risulta comunque troppo liquido, si può aggiungere un po' di farina o del pangrattato.


La pasta l'ho stesa con la mia nuova macchina per la pasta, passandola alla penultima tacca, quindi non sottilissima.
Prezioso poi il il suggerimento della Spisni di sbollentare i tortelloni appena fatti: si buttano in acqua bollente e appena vengono a galla, si adagiano su un cannovaccio pulito (sempre lavato solo con acqua o strasciacquato bene, in modo che il cibo non prenda l'aroma del detersivo o dell'ammorbidente...).
In questo modo si evita che il ripieno troppo umido in fase di asciugatura buchi la sfoglia, rovinando irrimediabilmente l'esito del piatto.
Una volta asciugati si possono surgelare e tirar fuori all'occorrenza -non serve farli scongelare prima...
Dopo averli cotti in acqua bollente, li ho conditi con burro e salvia.
Sono stati un successo! i miei amici stentavano a credere che era tutto frutto delle mie manine!
C'è anche un'altra versione per condire questi tortelloni e cioè mascarpone e salsiccia...sicuramente sarà una squisitezza ma ritengo si perda completamente il gusto del ripieno...

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