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mercoledì 20 maggio 2015

Salvia Fritta, Fattorie Aperte e considerazioni sparse sul latte e l'allattamento materno.

Oggi vi lascio una ricetta semplicissima e velocissima della Dott.ssa Chiara Mina, consulente Haccp, responsabile di laboratorio e moglie di Gian Maria Cunial, dell'Azienda Agricola Biologica Elena e della Vigna Cunial
Siamo stati ospiti di questa meravigliosa coppia durante un blogtour con l'Associazione Italiana Foodblogger un po' di tempo fa. E abbiamo potuto apprezzare i loro prodotti magistralmente trasformati dalle mani di Chiara.
Membri Aifb al lavoro!
 Per non parlare dei vini. Io la loro Malvasia semplicemente la adoro.
I meravigliosi piatti di Chiara
Ingredienti q.b.
  • foglie di salvia, biologiche
  • farina di grano tenero 
  • latte intero
Si prepara una tempura con latte freddo e farina. Si immergono le foglie di salvia e si friggono in olio extravergine di oliva. Il latte nell'impasto fa sì che si assorba poco olio, almeno così mi ha spiegato un mio amico pugliese che fa panzerotti da urlo.

A proposito di latte, ieri mi sono imbattuta sul blog di una giornalista vegana che, per farvela breve, sostiene che le mamme occidentali prediligono il latte di mucca per l'alimentazione dei propri piccoli piuttosto che il latte materno perché convinte che rovini il seno o perché lo reputano migliore per i propri figli. Almeno questo è il messaggio che passa, secondo me.
Ma davvero esistono mamme che fanno questa scelta per le sopraccitate motivazioni? e sopratutto, davvero non si trovano argomentazioni migliori per incentivare l'allattamento al seno?
Io sono stata "fortunata": mio figlio ha sempre voluto il latte di mamma, nonostante all'inizio ci avevano consigliato (imposto?) in ospedale la famosa "aggiunta", ma lui, caparbio e testardo come d'altronde è ancora e sempre di più, si attaccava a quella tetta che gli dava pochi grammi di latte, quello che piaceva a lui. Per il primo anno stava dalle 8 alle 12 ore attaccato alle tette per ricevere il nutrimento che gli occorreva. Un incubo. Onestamente. Una roba possibile solo perché ero disoccupata e senza altri figli. Mi è andata bene(?). Ma tante altre mamme che conosco non ce l'hanno fatta ad allattare: perché dovevano tornare a lavorare 8 ore al giorno, altrimenti avrebbero perso il posto (ritrovarlo, poi?); perché hanno avuto bimbi prematuri che non hanno potuto allattare; perché hanno dovuto curarsi o fare degli esami incompatibili con l'allattamento.
Mamme che hanno avuto paura di rovinarsi il seno ne conosco? no. Certo, ci saranno, ma piuttosto che far sentire le donne delle mamme degeneri, perché non puntiamo a sensibilizzare gli ospedali, a prevedere ore di assistenti all'allattamento al proprio domicilio, come succede nei paesi anglosassoni, a rafforzare i diritti alla maternità che in questo stato ci sono ma difficilmente vengono applicati?
Io il latte a mio figlio l'ho dato, e continua a non piacergli. Ma c'è una cosa che adora, che ha sempre adorato e che è stato il mio salvacena quando il bimbo era inappetente: il Parmigiano Reggiano DOP.

Tre ingredienti: latte, sale, caglio. Nessun additivo e conservante, adatto all'alimentazione dei bambini fin dallo svezzamento. 
Igino Morini, Consorzio Parmigiano Reggiano DOP
Ma volete sapere come si fa il Parmigiano Reggiano DOP? visitate i caseifici! potete contattare direttamente il Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP o approfittare di fattorie aperte: per  i prossimi tre weekend potete visitare tantissime aziende agricole in tutta l'Emilia Romagna e conoscere da vicino prodotti e produttori. 
Salatura del Parmigiano Reggiano DOP
Io credo davvero che bisogna sapere cosa si mangia, ma non perché ce lo dice un qualche personaggio "famoso" o un qualche sito dalle dubbie fonti o peggio un qualche libro di individui che senza avere né le competenze né le conoscenze si prendono la responsabilità di dirci cosa mangiare.
Informatevi, si. Ma attenzione alle fonti!

lunedì 27 febbraio 2012

Serata di chiusura della campagna etica pedina e cena rinascimentale "a tavola con Merlin Cocai"

Vi ricordate del Contest Lenticchia Pedina  e dei meravigliosi premi che ho scelto? L'azienda Pedon ha fatto anche di più invitandomi alla serata di chiusura della Campagna Etica Lenticchia Pedina.
La serata, che si è svolta all'incantevole ristorante Al Castello Superiore di Marostica, è stata ricchissima di emozioni.
In questa occasione è stato ufficialmente donato al presidente dell'associazione CESVI Giangi Milesi il contributo di ben diciottomila euro raccolto attraverso la lenticchia Pedina.
Ho avuto modo di parlare con il Signor Pedon dei progetti di solidarietà che ormai da anni sono sostenuti dalla sua azienda e della sua sincera preoccupazione per le condizioni di vita dei bambini non solo in Brasile ma anche in paesi di assoluta povertà come lo Zimbabwe. 
Il Sig. Pedon e io
Che dire del Signor Pedon? è una persona davvero straordinaria! uomo colto e raffinato e allo stesso tempo alla mano e divertente! in realtà tutta la squadra Pedon è eccezionale. Certo il contesto conviviale avrà esaltato le qualità di tutte le persone con cui ho avuto modo di parlare, primo fra tutti il Signor Luca Zocca, ma mi è davvero parso che tutti i dipendenti dell'azienda presenti amassero profondamente il loro lavoro! 
Durante la cena sono state proposte le 4 ricette vincitrici: 
2: zuppa di lenticchie, carote e castagne di Micaela
4:  frittella dolce di lenticchie di Julia
ma non solo: la serata si è svolta infatti in conclusione della XXI rassegna di cultura enogastronomica A tavola con Merlin Cocai organizzata dall'Associazione Amici di Merlin Cocai:
Otello Fabris e Mirco Gottardi
un tuffo nel Rinascimento alla scoperta dei piatti di allora che è stato possibile ritrovare grazie ad una ricerca e ad una sperimentazione ventennale.
A condurci in questo mondo ritrovato e a dottrinarci sui piatti che abbiamo avuto modo di gustare  il presidente dell'Associazione Otello Fabris. 
I piatti sono stati accompagnati dagli strepitosi vini di Mirco Gottardi di Vignaioli Contrà Soarda.
1: Insalata di stoccofisso affumato con agliata bianca e germogli di radicchio bianco di Bassano
2: Potaggio di merluzzo con Vespaiolo, zafferano dell’Aquila ed erbette
3: Trota grossa sottestata con fettoline di pan dorato al finocchio e composta di radici al forno
4: Torta di tagliatelle da Martino da Como, Zabaglione con latte d’amandole e Torcolato e la frittellina di Julia.
E il piccolo Lorenzo? come si è comportato? ahahahah! no, quello non poteva essere mio figlio! ha dormito tutto il tempo! si svegliava solo tra un applauso e l'altro e poi tornava a dormire! l'aria del Veneto gli farà bene evidentemente... anche durante il viaggio (il primo!) è stato bravissimo! adesso ha ripreso a non dormire e a urlare come sempre, anzi di più! gli è persino andata via la voce!!!

Prima di andare via ci è stata donata una borsa con questi prodotti: alcuni li conoscevo già, altri non vedo l'ora di provarli!!!
Presenti all'appello:
Tortino al cioccolato gluten free, Bulgur e Quinoa, preparato per torta margherita, le buonissime lenticchie Pedina, Farro e Minestra Montanara
Insomma, è stata una serata da favola e non posso che ringraziare tutti quanti!

Sono stata anche felicissima di aver incontrato Julia, con l'assaggiatore e la bellissima zolletta! potete vedere dalla foto quanto io abbia apprezzato i vini, specialmente il divin Torcolato...
Io e Julia


sabato 28 gennaio 2012

The versatile blogger award e un po' di me

Ho ricevuto questo carinissimo premio da parte di Elisa che ringrazio per aver pensato a me! l'iniziativa  mi piace perché ci permette di premiare altri blog e così facendo di far conoscere ai propri lettori altri blog in cui trovare nuove fonti di ispirazioni, ricette interessanti e magari qualche amicizia :). Allo stesso tempo, è richiesto di parlare un po' di noi, così possiamo tutte conoscerci meglio.

Ecco le regole:

Ringraziare chi ha donato il premio e mettere il link del suo blog
Condividere 7 fatti personali che riguardano la propria vita
Premiare altri 15 blog

Partecipo quindi volentieri a questa iniziativa e giro il premio a:

Nel pianeta del bianconiglio goloso

E' ovvio che questa è una lista davvero troppo corta, ci sono tantissime altre blogger che seguo con piacere, anche se non sempre riesco a lasciare un mio commento. Ho pochissimo tempo in questo periodo... sono assorbita da "altre faccende"...
Comprendo che non tutti possono essere interessati a questo tipo di giochi: sentitevi libere di continuare la catena o ignorare questo post!!!

Ed ora sette cose su di me:
- non dormo più di tre ore a notte dal 23 ottobre 2011, il giorno in cui è nato il mio Lorenzo. Spero che prima o poi mi lascerà dormire di più. Intanto mi consolo con le sue risate;
- amo il giorno del mio compleanno. Non sono mai un anno più vecchia ma piuttosto ho portato a casa un altro anno su questo splendido pianeta;
- non capisco la televisione: spesso mi ritrovo a chiedere a chi mi sta vicino: "che ha detto?" anche se cerco di prestarvi attenzione; in compenso mi drogo di internet (ma anche qui ci capisco poco...);
- da grande voglio fare la gattara;
- sono disordinata fino all'inverosimile e no, non c'è ordine nel mio caos!;
- mi da fastidio la casa vuota. Fosse per me ritornerei al coinquilinaggio degli anni universitari. Peccato che il mio compagno non sia d'accordo;
- mi piacerebbe vivere in un posto di mare o in alta montagna, magari gestendo un piccolo bar o una piccola osteria con 20 posti a sedere.

venerdì 4 febbraio 2011

'Mpanata di maiali di Camilleri...perchè il maiale ci piace solo ben cotto...

Normalmente non parlo a nome di altri, ma  le più di duecento adesioni all'iniziativa di Madama Bavareisa e Kemikonti penso siano abbastanza rappresentative del malcontento generale che è anche di noi foodbloggers... 

Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, l'iniziativa "liberiamoci del maiale" vuole essere una modo per dimostrare il nostro disgusto contro la condizione della donna nel nostro paese; no, forse non saremo schiave, ma davvero poco ci manca. E' chiaro che questa è solo la punta dell'iceberg: il nostro povero paese ormai è sempre più imbarbarito e imbruttito e non saranno certo culi, tette, mazzette e corruzione che ridaranno lustro all'Italia.

Io non ho un granché da aggiungere, ormai l'argomento è esaurito (e non certo da poco tempo...).
Vi lascio con una ricetta di Andrea Camilleri  che ho ritrovato e rifatto nel suo Le Ali della Sfinge -Sellerio Editore, 2006-.
In questo romanzo un Montalbano particolarmente stanco e disilluso si ritrova in un caso che mette in luce tutta una serie di problematiche dei nostri giorni: immigrazione e sfruttamento delle donne, malaffari resi ancora più meschini perché perpetrati da persone "per bene".
Prima di darvi la ricetta però mi piacerebbe che guardaste il suo intervento per il "No Cav day" di due anni e mezzo fa. Mi addolora pensare che noi italiani, ancora, continuiamo a tenerci il maiale al governo, mentre il mondo ride di noi.




Adesso la ricetta. Cosa ben più leggera e sono certa assai più gradita. Io ho adottato solo una "piccola" modifica avendo preferito il broccolo al cavolfiore, ma davvero ve la consiglio questa 'mpanata di maiali.

"Fate lessare un cavolfiore in acqua salata, tiratelo fora al dente e tagliatelo a tocchi. Fatelo 'nsaporiri dintra a un tegame indove aviti soffritto 'na cipuddruzza tagliata a fettine. A parte, friggiti un bel pezzo di sasizza frisca e appena che addiventa dorata, tagliatela a dischetti massimo di un centilimetro, livannogli la pellicina.


 Mittiti 'nzemmula cavolfiore e sasizza nell'oglio di frittura, aggiungendo qualichi patata tagliata a dischi trasparenti, aulive nìvure spezzettate, sali e spezie. Ammiscate bene questa composta.
Con tanticchia di pasta di pani lievitata fate 'na sfoglia a fisco e assistematela in una tortiera a bordo alto, inchitela con la composta, ricoprite con un altro disco di pasta di pani incollando bene i bordi.


Ungere le parti superiori con sugna e mettiti la tortiera nel furno caldissimo. Tirate fora appena si dora (ma ci vorrà 'na mezzorata)".

E che questa delizia sia di buon auspicio...


martedì 9 novembre 2010

Signor B. non ti sopporto più

Mentre in Italia tantissimi giovani non hanno più ideali, mentre la mia generazione aspira a farsi una famiglia, magari dei figli e un gatto,  oppure soltanto desidera comprare un bel divano nuovo, ma non può perché il contratto scade il 30 novembre anche se, grazie a dio, la vita continua e il primo dicembre si dovrà comunque pensare a pagare l'affitto e le bollette e così via, mentre tanti, che con infiniti sacrifici una famiglia ce l'hanno ma hanno perso il lavoro e vanno in giro come Zombie in cerca di offerte di impiego e agenzie interinali, mentre in Italia, paese ricco, evoluto e democratico, ci sono persone che pensano al suicidio (e purtroppo tanti non lo hanno solo pensato) come unica soluzione per sfuggire allo stato di miseria e umiliazione in cui si ritrovano (stiamo parlando di otto milioni e trecentosettanta mila POVERI) ecco, in questo quadro di totale abbandono in cui si ritrova l'Italia c'è chi trova divertente fare battute di spirito come questa:
povero blog, non so se reggerà questi 18 secondi ma è un atto dovuto.
Io credo che in qualsiasi altro stato "ricco, evoluto e democratico" come l'Italia un qualsiasi rappresentante politico si sarebbe dovuto dimettere per molto meno.
Ora. Chiaro che le comunità omosessuali si siano mobilitate: a Bologna hanno risposto così:
cliccate qui  per  leggere i comunicati stampa dell'arcigay e dell'arcilesbica
e a Firenze così:
cliccate qui per l'iniziativa dell'Arcigay Firenze
ma non penso che le "belle ragazze" abbiano percepito la battuta come un complimento.
E' con questo sentimento che nasce questa iniziativa:

 Considerato che non è la prima volta che il Signor B. ci considera poco più che merce. Vogliamo citare qualcuna delle sue battute su di noi? ecco:
e a cosa pensa il signor B. in visita ai terremotati in Abruzzo a pochi giorni dalla catastrofe?
ok, basta. Il mio blog potrebbe abbandonarmi. Ma volevo che il quadro fosse ben definito.
Io mi sono stancata delle sue stronzate. E voi?

La ricetta? scusate. A me è passata la fame.

lunedì 10 maggio 2010

arancini di riso e un pensiero per Peppino

Piu' che postare la ricetta degli arancini, che tanto su internet se ne trovano in quantità, vorrei darvi qualche consiglio tecnico per la riuscita di questo sfiziosissimo cibo da strada siculo:











il riso:
-il riso dev'essere di scarsa qualità...prendetelo al discount, quello per minestre, e cuocetelo in poca acqua, cosi' conserva piu' amido e si incolla meglio...
-quando il riso è cotto, aggiungete qualche fiocco di burro (20 gr per 100 gr di riso) e volendo qualche cucchiaiata di parmigiano o grana grattugiato.
Stendete su di una teglia ricoperta di carta forno, dev'essere spesso massimo un cm.
Questa operazione si puo' fare anche il giorno prima: una volta freddo si tagliano dei quadrati di pasta (10-12 cm) e potete formare delle palline con un buco in centro: non vi rimarrà che aggiungere il ragù con un cucchiaino. In questo modo però avrete degli arancini con poco ripieno. Se preferite avere più ragù che riso allora poggiate direttamente il quadrato di riso sul palmo della mano, disponete su di esso un cucchiaio abbondante di ragù e alcuni pezzetti di formaggio e stringete il palmo aiutandovi con l'altra mano a formare una palla. Non importa se un po' del condimento sembra fuoriuscire, l'importante è compattare bene la nostra arancina.
Il ripieno
- carne di manzo, passata di pomodoro e piselli: questo il ripieno "classico"; per una buona riuscita il ragù dev'essere freddo e ben ristretto;
- come formaggio è preferibile usare della provola, se si preferisce la mozzarella, dev'essere ben scolata.
La panatura:
ci sono due versioni, secondo me ugualmente buone:
1) la panatura con la pastella di farina e acqua
2) la panatura con uova e pangrattato
nel primo caso si passano direttamente nella pastella, nel secondo si possono prima passare nella farina, poi nell'uovo e poi nel pangrattato oppure direttamente con uovo e pangrattato.
La cottura:
Gli arancini si possono preparare con un giorno di anticipo e friggere al momento; in questo modo non c'è pericolo che si aprino.
Gli arancini fritti sono una goduria e se fatti bene assorbono pochissimo olio, ma se si vuole evitare di impuzzare casa si possono anche cuocere al forno e vengono ottimi lo stesso, certo un po' meno calorici e goduriosi...
Se volete provare la mia ricetta eccola!




Ingredienti per 16 arancini:

  • 300 gr di ragù con piselli
  • 150 gr di formaggio (provola, scamorza, o mozzarella ben scolata)
  • 300 gr di riso ben cotto al quale vanno aggiunti, una volta scolato, 60 gr di burro e 60 gr di formaggio grattugiato
  • 2 uova 
  • 100-150 gr di pangrattato
  • sale, pepe, olio per frittura


il post lo concludo con una canzone in ricordo di un grande uomo ammazzato dalla mafia trentadue anni fa; quest'anno quanto meno una bella notizia: la casa di Badalamenti, la bestia che ha deciso l'assassinio di Peppino Impastato, è stata affidata all'Associazione Impastato, nella speranza che oltre agli atti simbolici si faccia di più per estirpare il male da questa terra, dalla Sicilia e ahimè, dall'Italia.




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